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Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta - Ministero della Giustizia

Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta
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Giudici

Il Presidente del Tribunale per i Minorenni è il dott. Umberto ZINGALES (II Piano)

Il Presidente del tribunale è il magistrato preposto a capo di un determinato tribunale giudiziario che, ai sensi del d.lgs. 160/2006, pertanto assume la relativa funzione direttiva giudicante di primo grado.

Le funzioni direttive giudicanti di secondo grado sono, invece, quelle attribuite al Presidente della corte di appello.

Il presidente del tribunale ha compiti organizzativi ed altre funzioni impartitegli dalla legge. La figura è presente sia in diritto processuale civile che penale.

In base al d.lgs. 25 luglio 2006 n. 240, il magistrato capo dell'ufficio cura la titolarità e la rappresentanza nei rapporti con enti istituzionali e con gli altri uffici giudiziari, nonché ha competenza ad adottare i procedimenti necessari per l'organizzazione dell'attività giudiziaria e, comunque, concernenti la gestione del personale di magistratura ed il suo stato giuridico.

Nei tribunali più grandi e con affluenza maggiore delega i suoi compiti a presidenti di sezione ed altri magistrati a seconda dei casi.

Ai sensi del d.lgs. 51/1998, nei tribunali articolati in sezioni si avvale dei Presidenti di sezione, i quali nell'esercizio della funzione semidirettiva distribuiscono "il lavoro tra i giudici e vigilano sulla loro attività, curando anche lo scambio di informazioni sulle esperienze giurisprudenziali all'interno della sezione. Collaborano, altresì, con il Presidente del tribunale nell'attività di direzione dell'ufficio."

Il d.lgs. 160/2006 prevede che sono legittimati a partecipare al concorso per titoli per il conferimento degli incarichi direttivi giudicanti di primo grado i magistrati che hanno superato il concorso per il conferimento delle funzioni giudicanti di secondo grado da non meno di cinque anni.

Gli incarichi direttivi, ad esclusione di quelli di legittimità o di quelli superiori, hanno carattere temporaneo e sono attribuiti per la durata di quattro anni, rinnovabili a domanda, acquisito il parere del ministro della giustizia, previa valutazione positiva da parte del Consiglio superiore della magistratura, per un periodo ulteriore di due anni.

Dott.ssa Luisa TURCO (I piano)

Dott.ssa Bianca Maria BONAFEDE (I Piano)

Dott.ssa Eleonora GIORGIS (I Piano)

Dott.ssa Roberta PETTINEO (I Piano) 

dott.ssa Maria Concetta ANZALONE;

dott. Vincenzo BAGLIERI;

dott. Carmelo Salvatore BENFANTE PICOGNA;

dott.ssa Eva CRIMI';

dott.ssa Denise FRANZONE;

dott.ssa Valeria GANCI;

dott.ssa Eleonora INDORATO;

dott. Roberto LA FERLA;

dott.ssa Loredana NOTARO;

dott. Antonino Salvatore PATRI';

dott. Francesco PRISCO;

dott.sa Stefania RIGATUSO;

dott. Antonio SCIBONA;

dott. Sergio TERRITO;

dott. Giacomo TOLINI;

dott.ssa Maria Vittoria ZITO;

 

Il magistrato di sorveglianza è la dott.ssa Roberta PETTINEO

Il magistrato di sorveglianza , nell'ordinamento giudiziario italiano, è un organo monocratico con competenze relative all'esecuzione della pena. Esplica attività di vigilanza sugli Istituti Penitenziari e controlla che l'attuazione del trattamento del condannato e dell'internato risulti conforme ai principi sanciti dalla costituzione e dall'ordinamento penitenziario, attraverso visite e l'audizione dei detenuti.

Fino al 1986, il magistrato di sorveglianza era denominato giudice di sorveglianza.

Il magistrato di sorveglianza è competente a conoscere le seguenti materie:

  • liberazione anticipata;
  • remissione del debito;
  • rateizzazione e conversione delle pene pecuniarie;
  • grazia;
  • applicazione ed esecuzione delle sanzioni sostitutive, tra cui anche l'espulsione degli stranieri;
  • sospensione e rinvio provvisorio della esecuzione della pena detentiva;
  • misure di sicurezza;
  • esecuzione domiciliare della pena detentiva (ex legge 199/2010 ;
  • esecuzione delle misure alternative alla detenzione;
  • ricoveri;
  • concessione permessi premio e di necessità;
  • autorizzazione telefonate e corrispondenza;
  • approvazione dei programmi di trattamento rieducativo;
  • reclami avverso provvedimenti disciplinari.

Al magistrato di sorveglianza sono conferiti ampi poteri di intervenire, su reclamo del detenuto, in materia di lavoro e di disciplina, con ordinanza (e non più con "ordine di servizio").

A questo scopo la legge pone al magistrato l'obbligo di recarsi di frequente in carcere e di sentire tutti i detenuti che chiedono di conferire.

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